Nikon


Alcuni grandi eventi scandiscono i primi novanta anni di vita della Nippon Kogaku, dagli anni cinquanta meglio nota come Nikon. Gli inizi facevano presagire un cammino all'ombra delle grandi commesse belliche perché la prima attività dell'azienda fu quella di sopperire alla mancanza dei sofisticati prodotti ottici che arrivavano dalla Germania: con il primo conflitto mondiale la Germania diventa un avversario del Giappone e sospende la fornitura di prodotti strategici.
Questa primaria attività ottica è tuttora presente e spazia su tutta la gamma delle strumentazioni ottiche: la Nikon Vision, in particolare, produce una gamma di binocoli e telescopi di elevata qualità che hanno ottenuto un buon successo su tutti i mercati mondiali. La lunga collaborazione con i committenti militari e le alte prestazioni da questi richieste hanno incentivato lo sviluppo di nuove tecnologie per la costruzione di prodotti di altissima qualità.

Hansa Canon con obiettivo Nikkor

È degli anni 30 il primo approccio alla fotografia con la produzione di obiettivi fotografici: dopo alcuni anni molto critici le ottiche Nikkor iniziano a diffondersi e corredano molte costruzioni fotografiche giapponesi. Tre focali sono selezionate dalla Canon per corredare uno dei suoi primi modelli 35 mm ed anche la Bronica negli anni sessanta ricorrerà alle ottiche Nikon per corredare la sua raffinata medioformato. Per trent'anni le produzioni ottiche costituiscono il core business della Nikon, con una produzione rivolta sia al settore militare che a quello civile. La devastante seconda guerra mondiale, al contrario della prima, vede Germania e Giappone schierate sullo stesso fronte e mentre i grandi investimenti militati favoriscono la ricerca e la crescita delle conoscenze, nasce una altrettanto proficua collaborazione con la tedesca Carl Zeiss di Jena, la più prestigiosa azienda ottica del tempo.
Lo scenario cambia rapidamente con la sconfitta bellica, il Giappone è occupato dalle forze militari americane che hanno vinto il conflitto e la situazione socio-ecomonica molto critica.

Sono anni difficili per tutto il Giappone ed anche per la Nikon. Gli Stati Uniti con l'intento di accelerare la ripresa favoriscono l'export giapponese ed è proprio di quegli anni la crescente esportazione di prodotti ottici verso il mercato americano che può in minima misura contare sulla produzione tedesca. Anche per i prodotti ottici Nikon è l'occasione per guardare a nuovi mercati e molti e famosi reporter nord-americani hanno modo di conoscere le eccellenti prestazioni dei suoi obiettivi. Il nome Nippon Kogaku viene modificato in Nikon, un nome facile da pronunciare anche nei mercati occidentali. La ricerca di una diversificazione produttiva porta l'azienda giapponese a cercare nuovi sbocchi e questa ricerca si concretizza con la progettazione di un primo apparecchio fotografico.

Nikon I
L'approccio a quella che diventerà l'attività primaria della Nikon, la produzione di macchine fotografiche, è lento, prudente. Si parte nel 1946 con la messa a punto di un primo lotto di apparecchi che non arriveranno mai sul mercato, ma costituiranno un prezioso banco di prova; due anni dopo viene prodotto e messo in commercio un modello con telemetro che si ispira alla più raffinata fotocamera 35 mm del tempo, la Contax. La Nikon I ha un modesto successo, viene apprezzata per la qualità del corpo macchina e del corredo ottico, ma utilizza un formato non convenzionale, il 24x32 mm (in contrasto con il 24x36 cui si uniformano tutti i mercati occidentali), che soprattutto non può utilizzare i telaietti colore Kodakcrome, allora molto diffusi.
Dopo due modelli utilizzanti il formato 24x34 mm, e precisamente nel 1954, ovvero otto anni dopo l'esordio della prima macchina fotografica, Nikon sposa il dominante formato 24x36 mm. Le Nikon a telemetro cominciano a circolare bene fuori del Giappone e sono preferite per la loro qualità e per l'eccellente corredo ottico, ma devono costantemente confrontarsi con i marchi concorrenti di grande tradizione e con gli emergenti modelli reflex che vanno rapidamente diffondendosi.

Nikon F
Sarà proprio il primo modello reflex a dare straordinaria visibilità e fama alla Nikon. La Nikon F è una reflex rivoluzionaria che segna una tappa straordinaria nella progettazione delle fotocamere di questo tipo. Essa consente di cambiare le ottiche, i mirini, i vetrini, e il dorso, permettendo al professionista di adattare l'apparecchio alle esigenze di ripresa. Inedito è il sistema di mira caratterizzato dalla visione del 100% del campo ripreso. Il mirino Photomic, con sistema esposimetrico incorporato e collegato ai diaframmi e alla scala dei tempi, rappresenta un altro dei motivi della affermazione della Nikon reflex.
La Nikon F è così innovativa da rimanere sul mercato per oltre 12 anni superando un severissimo collaudo da parte dei professioni e soprattutto dei reporter su tutti i fronti di guerra.
Il regista Antonioni la sceglierà per il fotografo protagonista di Blow Up. Nel 1971 viene sostituita dalla F2 e poi da altri quattro modelli che rappresentano momenti fondamentali nello sviluppo della reflex attraverso nuove soluzioni e tecnologie innovative. Sono anni di grande espansione per il produttore giapponese che affianca alle reflex professionali una linea più amatoriale che sino al 1977 si identifica con il nome Nikkormat. Essa permette a milioni di fotoamatori di dedicarsi al loro hobby, di esprimere la loro creatività con strumenti accessibili, di eccelsa qualità ottica e meccanica che possono condividere il parco ottico delle prestigiose Nikon F. Nel 1963 nasce la Nikonos, una macchina fotografica subacquea ad ottiche intercambiabili.
La produzione delle ottiche viene potenziata e decine di nuovi obiettivi completano il corredo delle macchine fotografiche reflex. Costruzioni spesso innovative sempre caratterizzate da alte prestazioni, il cui elemento più significativo, sinonimo di una progettazione responsabile, è il fatto che in 50 anni non è mai cambiato l'innesto a baionetta Nikon. Il modo di comunicare tra corpo macchina e obiettivo si arricchisce ed anche se le vecchie ottiche non recepiscono le prestazioni elettroniche dei nuovi modelli, esse sono tuttora utilizzabili anche sui più recenti modelli digitali.


Sistema Nikon
Il digitale è la nuova sfida Nikon, a metà degli anni 90 compare la prima reflex digitale realizzata in collaborazione con la Fuji. rivolta ancora una volta al mondo professionale, costa moltissimo, i suoi risultati sono appena accettabili. Nulla fa pensare che in una decina di anni i prezzi diverranno accessibili e la qualità delle immagini molto soddisfacente. Una evoluzione che non è ancora finita: Nikon è impegnata su tutti i fronti, con la messa a punti di modelli digitali reflex e compatti, sempre più versatili, con la realizzazione di obiettivi specialmente progettati per le esigenze dei sensori e di nuovi software per gestire ed elaborare le immagini.
La Nikon di oggi è molto diversa dalla piccola azienda del 1917, i duecento dipendenti degli esordi sono oggi più di 26.000 e molte unità produttive operano fuori dal Giappone. Nei prodotti si è ridotta la componente elettromeccanica a favore di quella elettronica ed informatica. Ma nonostante questa evoluzione, per formare una immagine su di un sensore elettronico oggi, come ieri sulla pellicola, è necessario un obiettivo. La vocazione di Nikon, nata novanta anni fa, è tuttora protagonista, vive nella ricerca e nella realizzazione di strumenti per produrre immagini, per documentare la realtà della vita così come per realizzare la fantasia e la creatività del fotografo.